Nel contesto normativo della sicurezza sul lavoro, in particolare nei luoghi in cui sussistano atmosfere potenzialmente esplosive (atex), la figura del datore di lavoro riveste un ruolo centrale e non derogabile.
Nel contesto normativo della sicurezza sul lavoro, in particolare nei luoghi in cui sussistano atmosfere potenzialmente esplosive (atex), la figura del datore di lavoro riveste un ruolo centrale e non derogabile.
Non è certo una rarità, una volta entrati in ospedale, trovarsi alle prese con una malattia diversa da quella che ha costretto al ricovero.
Nel settore alberghiero, spesso si sottovaluta il rischio legato alla centrale termica, ovvero l’impianto destinato alla produzione di calore. In realtà, si tratta di un ambiente dove sono presenti gas combustibili (metano, GPL) e sorgenti potenziali di innesco.
"In materia di malattia professionale e risarcimento del danno morale, gli eredi possono chiedere che sia ristorato, oltre alla sofferenza fisica, il patimento sofferto dal proprio caro in ragione della sua consapevolezza circa l’approssimarsi della morte e della perfetta coscienza che fin dalla diagnosi della malattia non vi sia più alcuna speranza."
La tragica vicenda sanitaria del sig. Walter Verdi rappresenta un chiaro esempio di responsabilità medica, culminato in un evento letale che ha profondamente segnato i suoi familiari. Tutti i nomi sono di pura fantasia.
I farmaci, pur essendo concepiti per migliorare la salute, possono talvolta causare effetti contrari, arrivando a ledere gravemente l'integrità fisica dei soggetti trattati.
L’equipe medica che provvede ad occuparsi del parto di una paziente è obbligata a risarcire il danno quando, per mera imperizia o negligenza, non provveda al necessario costante monitoraggio del feto, non avvedendosi che questo è in sofferenza a causa del soffocamento cagionato dal cordone ombelicale e provochi così nel nascituro una sindrome post asfittica, convulsioni, infezione e ipereccitabilità, con invalidità del 100 %.
L'infezione derivante dall'errore del personale medico in fase di trasfusione è risarcita in base alla gravità della malattia contratta.
La perdita del proprio figlio durante il parto e la conseguente depressione, in ragione dell’imperizia dello staff medico, deve essere risarcita dalla struttura ospedaliera, al pari della sofferenza provata dagli altri famigliari (zii e cugini compresi).
Nel caso di specie, il tribunale ha quantificato i danni subiti in più di 500 mila euro (per il genitore).
La strada è un ambiente pieno di insidie e pericoli. Uno dei rischi più frequenti di un automobilista o di un pedone è quello di rimanere coinvolto in un incidente stradale.

Curarsi è un diritto; è un diritto godere delle prestazioni sanitarie necessarie e finalizzate alla guarigione; perché nessun individuo vorrebbe ammalarsi, nessuno sceglie la malattia, la patologia che affligge emotivamente e fisicamente, e che potrebbe resistere per molto tempo, se non, addirittura, fino agli ultimi giorni di vita del malato. Ma il malato è prima di tutto una persona, non è solo un soggetto da sottoporre a cure, il paziente è un individuo che ha bisogno di supporto e di essere “guidato” nella sua malattia.
Nella mia carriera ho spesso assistito persone che, a seguito di eventi traumatici, si sono ritrovate non solo con lesioni gravi o lutti in famiglia, ma anche con il peso della frustrazione: quello di non ottenere giustizia perché, secondo i giudici di merito, “non c’era la certezza scientifica” che un determinato comportamento omissivo (come un malfunzionamento tecnico) avesse causato direttamente o indirettamente il danno.
Gli incidenti mortali lasciano cicatrici indelebili nelle comunità, ed Ariccia, purtroppo, non fa eccezione.
Ci sono malattie che non lasciano segni sul corpo, per le quali non si vedono lividi o ferite, eppure ci sono, ci accompagnano giorno dopo giorno senza darci tregua e a volte non si palesano nemmeno a coloro a cui vogliamo bene, che non si accorgono di quanto sta accadendo e ad un certo punto smettono semplicemente di comprenderci, di capire il nostro comportamento, i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti.
Un errore medico, un incidente stradale o sul lavoro, un’infezione ospedaliera, possono essere letali e spezzare per sempre l’unione fisica e spirituale tra due persone.
L’aumentare di questi casi, hanno portato le corti di Giustizia ad elaborare rilevanti risarcimenti del danno da perdita del rapporto parentale per coniugi, figli, nonni, nipoti, zii, cugini, cognati, suoceri.
Lo zio o il cugino ha diritto al risarcimento del danno subìto a seguito della perdita del proprio parente, come compensazione per la lesione del rapporto affettivo.
Purtroppo molto spesso la condotta negligente del lavoratore mette a rischio la vita dell'operaio, e mette in moto la macchina della giustizia.
In questo caso un elettricista è morto cadendo da un solaio che ha ceduto, nonostante le misure di prevenzione adottate dal datore di lavoro, il quale ha poi dovuto sostenere tre gradi di giudizio per provare la propria assoluzione dall'imputazione di omicidio colposo con l'aiuto di un Avvocato Penalista del Lavoro.
Lasciare due operai senza idonee istruzioni nell'espletamento delle mansioni subappaltate, nella specie la potatura di una siepe vicino ai cavi di fornitura dell'energia elettrica, può generare responsabilità penale per omicidio colposo o lesione grave, oltre al risarcimento del danno.
Il celebre caso “Ciao Darwin” che ha visto gravemente infortunato un concorrente si chiude definitivamente in cassazione ritenendo che la partecipazione ad un programma televisivo, nel caso di specie, non sia un luogo di lavoro e per l’effetto non configura un reato per il datore di lavoro.
Il problema delle morti e degli infortuni sul lavoro è particolarmente avvertito, anche dalla Giurisprudenza, che sempre più di frequente interviene per limare la disciplina dettata in materia, nel caso qui trattato in tema di responsabilità penale del datore di lavoro per la morte del dipendente in seguito ad un colpo di calore.
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Roma - Ariccia
UN AVVOCATO IN TUA DIFESA