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Il venditore è responsabile per l'infortunio dovuto ad un inidoneo imballaggio del prodotto

pallet betonella infortunio avvocatoGli infortuni sul lavoro con esito nefasto nei confronti dei lavoratori, spesso operai impiegati nello svolgimento di mansioni pericolose ed usuranti, sono una delle cause più frequenti che si verificano negli ambienti di lavoro.

Morti per asfissia in silos e cisterne, cadute da impalcature e ponteggi, gravi incidenti in fabbrica per l'uso di macchinari obsoleti o privi di manutenzione, e pessime informazioni sull’uso di macchine agricole sono solo alcuni degli esempi che vedono protagonisti i lavoratori impiegati nello svolgimento di lavori manuali.

Molti di questi incidenti si potrebbero evitare garantendo un'osservanza rigorosa delle norme in materia antinfortunistica, e facendo corsi per i lavoratori appositamente organizzati.

Ciò nonostante i numeri delle stragi sul lavoro sono da capogiro.

Si conti che nel solo anno 2017 sono morte più di mille persone sul proprio posto di lavoro.

Un numero inaccettabile che, a parere di molti, potrebbe essere ridotto assicurando un'adeguata formazione agli operai ed addetti ai macchinari.

Tuttavia, la grande precarietà e instabilità del mondo del lavoro, la mancanza di capitali da parte degli imprenditori da investire in macchinari più moderni e nel rispetto delle norme antinfortunistiche, sono solo alcune delle cause, oltre alla tragica fatalità, alla base di queste stragi in fabbrica.

Molte aziende, inoltre, non risultano in regola con la normativa in materia di prevenzione antincendio aggravando così l'incolumità dei propri lavoratori.

Ecco allora che le colpe ricadono sull’imprenditore, sugli amministratori di aziende e produttori che pur di continuare a far produrre macchinari ormai invecchiati e desueti accettano di mettere a rischio l'incolumità dei propri dipendenti, ma anche di tutti coloro che entrano in contatto con i beni ed i servizi messi in vendita ed offerti al pubblico.

Azienda produttrice di betonella

Una vicenda nel corso dello scarico di alcune merci, ha riguardato la responsabilità di un'imprenditrice, nella sua veste anche di amministratrice di un'azienda che produce laterizi.

L'imballaggio cede e provoca la morte del trasportatore

Il caso ha riguardato un dipendente di un'impresa operante nel settore dell'edilizia impegnato nell'attività di scarico di materiali acquistati dalla sua azienda.

In particolare l'operaio, intento nell'attività di scarico di betonelle disposte su un pallet ricoperto con un film plastico e con delle reggette fissate ai lati lunghi della pedana, a causa del cedimento del confezionamento e del peso delle betonelle stesse ha subito delle lesioni gravissime che dopo cinque giorni di sofferenze lo hanno portato sfortunatamente alla morte.

Incidente in seguito ad Utilizzo del Muletto 

Lo scarico del pesante materiale veniva effettuato per mezzo di un muletto condotto dallo stesso dipendente.

A seguito dell'incidente è stato avviato un procedimento nei riguardi del produttore del materiale imballato ed acquistato dalla ditta edile che ha portato alla sua incolpazione per il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Imprenditore Indagato per Omicidio Colposo

Il produttore delle betonelle, in questo caso una donna, nella sua qualità di imprenditore ha infatti accettato ed assunto il rischio di mettere in commercio materiale imballato in maniera non adeguata.

Proprio per questo nei suoi confronti è stato avviato un procedimento penale data la sua posizione di garanzia e quindi di responsabilità nei confronti della merce prodotta dalla sua azienda e posta in commercio senza garantire ed assicurare le cautele per evitare danni a terzi.

Condanna il datore di lavoro per omicidio colposo

Ribaltando totalmente la decisione assolutoria del giudice di primo grado la Corte di Appello ha condannato l'imprenditrice per la sua condotta colposa ad otto mesi di reclusione, per non aver rispettato le regole di diligenza, prudenza e perizia richieste per l'imballaggio del materiale a regola d'arte.

Avverso tale pronuncia il datore di lavoro, con l’aiuto del proprio Avvocato di Fiducia, ha promosso ricorso in Cassazione contestando tutti gli addebiti.

Obblighi Confezionamento Betonelle

Il motivo principale addotto dalla difesa del produttore, meglio dire dell'imprenditrice, per contestare la pronuncia di condanna emessa dai giudici di secondo grado in totale riforma della sentenza favorevole di primo grado, ha riguardato l'insussistenza di alcuna obbligazione a carico del produttore.

Secondo la difesa, infatti, non esisterebbe alcuna obbligazione in capo al produttore di betonelle inerente il confezionamento del materiale prodotto.

Ed ancora, l'avvocato ha posto l'accento sulle modalità di trasbordo delle pedane ad opera del trasportato che sarebbe avvenuto per mezzo di un muletto anziché attraverso l'ausilio di un gancio a tiro verticale.

Insomma, lo scarico delle pesanti merci sarebbe avvenuto attraverso un mezzo che esponeva per le sue caratteristiche intrinseche al rischio di caduta del carico.

Il povero dipendente avrebbe dovuto mettere in conto che il mezzo era inadeguato per lo scarico ed avrebbe invece dovuto utilizzare un gancio a trazione verticale per sollevarlo.

Sotto un altro profilo, invece, la difesa ha richiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado per intervenuta estinzione del reato.

La Corte di Appello, nel pronunciare la sentenza di condanna, ha invece ritenuto assolutamente provata la colpa dell'imprenditrice per la causazione dell'infortunio mortale del dipendente addetto allo scarico delle merci acquistate dalla sua azienda.

Manufatto cementizio obbligo Documento di valutazione dei rischi e formazione dipendente

Infatti, a parere della corte il produttore di betonelle ha posto in commercio dei manufatti cementizi, quindi molto pesanti, imbracati in maniera non adeguata ad evitare la possibile caduta dell'ingombrante carico con ciò violando le disposizioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, DPR 547/1955 e successive modifiche.

Inoltre, secondo i giudici di merito la donna, nella sua qualità di imprenditrice avrebbe agito con negligenza imprudenza ed imperizia non adottando gli imballaggi a regola d'arte richiesti per questo tipo di materiali.

Difatti, le betonelle vendute dalla casa produttrice erano stato disposte con un'imbracatura insufficiente ed inadeguata al carico senza che lo stesso fosse stato rivestito di un film di plastica robusto e reggette idonee ad evitarne la caduta.

Proprio a causa del carente ed insicuro imballaggio le pedane di betonelle sarebbero crollate sul dipendente della ditta edile causandone la morte.

Proprio su queste motivazioni la corte di Appello ha totalmente ribaltato la decisione del giudice di primo grado condannando l'imprenditrice ad 8 mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni alla parte civile, la famiglia dell'operaio deceduto.

La difesa dell’Avvocato Penalista Infortuni sul Lavoro

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso promosso dall'imprenditrice, si è trovata concorde con le motivazioni e le argomentazioni dei giudici di secondo grado.

Il produttore non ha rispettato le regole di diligenza, prudenza e perizia

In particolare, gli ermellini hanno ritenuto effettivamente inadeguati e non consoni gli imballaggi dei carichi di betonelle così come attuati dalla casa produttrice.

Le stesse, sarebbe emerso, erano semplicemente confezionate con del film plastico limitato nella sola parte superiore del blocco e due sole reggette nella parte lunga della pedana.

Si tratterebbe, insomma, di un confezionamento assolutamente insufficiente alla portata del carico e quindi inadeguato a garantirne la movimentazione in tutta sicurezza.

A parere della Corte quindi l'imprenditrice è colpevole del reato di omicidio colposo nei confronti del dipendente della ditta edile per aver adottato una condotta negligente, imprudente ed imperita relativamente al confezionamento delle betonelle.

Inoltre, l'imprenditrice, in conseguenza della sua posizione di garanzia sarebbe responsabile dell'infortunio mortale dell'uomo derivante dalla concreta e prevedibile pericolosità dei mezzi di contenimento utilizzati per imballare materiale che, secondo le normative, avrebbe dovuto essere sollevato meccanicamente.

Posizione di garanzia anche verso soggetti non dipendenti

Ed ancora, la Cassazione ha ritenuto che la responsabilità del produttore prescinde del tutto dall'inesistenza di un rapporto di lavoro dipendente sussistente tra l'imprenditore stesso e l'infortunato (dipendente della ditta che ha acquistato il materiale) ed anche indipendentemente dall'esistenza di un rapporto negoziale tra le stesse parti, ovvero produttore, acquirente e trasportatore.

Condanna annullata per prescrizione del reato di omicidio colposo

La Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato pur concordando sulla colpevolezza del produttore sulla scorta del seguente principio di diritto.


 

E' colpevole del reato di omicidio colposo per violazione delle norme antinfortunistiche il produttore di laterizi (nella specie betonella) per omesso idoneo imballaggio a regola d'arte dei materiali prodotti che ha poi causato la morte di un trasportatore (non dipendente).

Cassazione, IV Sez. Pen., sentenza n. 33282 del 7 settembre 2011


Il reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro è della reclusione da due a sette anni.


 

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