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Avvocato per reato di Molestie

Avvocato Reato di molestieIl reato di molestie è punito dall’art. 660 del codice penale, il quale sanziona il comportamento di chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, rechi disturbo o molestia a taluno, per mera petulanza o altri futili motivi.

Tra gli elementi costitutivi del reato si palesa la caratteristica dell'insistenza che, nel momento in cui diventa "eccessiva", produce un elevato fastidio nel destinatario dell'attenzione, sino a diventare vera e propria molestia.

E infatti, di molestia si può parlare ogniqualvolta siamo vittime dell’invadenza altrui, senza essere nella possibilità di sottrarsi alla stessa; questa è caratterizzata da un atteggiamento di continua e pressante intromissione nella sfera privata altrui, che compromette in maniera duratura la libertà e tranquillità della vittima.

Si tratta in sostanza di un comportamento che altera la condizione psichica di una persona, interferendo nella sua vita privata e nella sua vita di relazione.

Tale descrizione, ricavabile sia dal testo normativo che dalla costante interpretazione giurisprudenziale, viene poi di volta in volta riempita di contenuto in sede di processo, poiché che ciò che può rappresentare un elemento di disturbo per una persona può non esserlo per un’altra. Dipende, in fondo, anche dalle circostanze di fatto del caso specifico.

Ragion per cui sarà fondamentale accertare di volta in volta quale sia la reazione ad una condotta. Ed è qui che entra in gioco la difesa di un Avvocato Penalista per il reato di Molestie.

Chiamate e messaggi - reato di molestia ex art. 660 cp

I casi in cui i giudici hanno ravvisato il reati di cui all’art. 660 c.p. sono i più diversi: dal telefonare ripetutamente a qualcuno (fino a 12 chiamate in un pomeriggio), all’invio massiccio di sms (anche 40 nel corso della giornata), passando per le cosiddette continue telefonate mute, in cui colui che chiama non fa altro che attendere la risposta del chiamato per poi tacere e riattaccare.

Oltre alla presenza degli elementi tipici del reato, dovrà accertarsi di volta in volta come la condotta molesta incida sulla vita della persona offesa, pregiudicandone la serenità.

A tal proposito, deve essere evidenziato come la giurisprudenza maggioritaria richieda, per il riconoscimento di una penale responsabilità, una certa continuità delle condotte di disturbo, ritenendo che la molestia cui fa riferimento la norma sussista solamente in caso di petulanza e, quindi, di insistenza e reiterazione dell’atteggiamento invadente. Tuttavia, si segnalano sentenze, benché in numero ridotto, che hanno riconosciuto anche in un unico comportamento fastidioso la consumazione della molestia.

Arresto sino a 6 mesi - Pena per il reato di molestia

Il reato di molestie è punito con la pena dell’arresto sino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

Si tratta di un reato contravvenzionale per cui non è punibile il tentativo ed è necessario che la condotta sia intenzionale, non prevedendosi alcuna pena per chi cagiona disturbo o molestia colposamente. Sarà quindi indispensabile che l’autore di questo comportamento criminoso abbia tutta l’intenzione di arrecare un forte disturbo al soggetto passivo.

La Denuncia-Querela della persona offesa

Chi ritiene di essere vittima di molestie può agire tramite la presentazione di una querela, con l'assistenza di un avvocato penalista.

Il reato di molestie è infatti procedibile unicamente su querela di parte, indi per cui non potrà essere perseguito e sanzionato se la persona offesa non manifesti la propria volontà in tal senso, essendo peraltro l’unica deputata a valutare se effettivamente il comportamento molesto altrui sia idoneo ad arrecarle un vero e proprio disturbo, tale da importare il riconoscimento della responsabilità penale.

Ciò ovviamente si ripercuote anche sulle modalità probatorie della contravvenzione.

In questa tipologia di processi, molto spesso il Giudice fonda il proprio convincimento fondamentalmente sulle dichiarazioni della vittima, in specie se il reato non si è consumato col mezzo del telefono (essendo in questo caso facilmente reperibili riscontri oggettivi, mediante l’acquisizione dei tabulati telefonici).

Molestie col mezzo del telefono

Le molestie sono per la maggior delle volte messe in atto via telefono.

Si deve però distinguere tra i diversi casi di chi compie telefonate “fastidiose”: potrebbe trattarsi di meri scherzi che, perlomeno nelle intenzioni di chi li fa, dovrebbero essere divertenti e idonei a suscitare ilarità nel soggetto che li subisce.

In questo caso, ancorché si possano raggiungere limiti esasperanti, il più delle volte si lascia correre attendendo che i simpaticoni all’altro cavo del telefono si stanchino e desistano dal continuare a tormentarci, per individuare un’altra vittima di tali giocose molestie.

Non sempre, tuttavia, è l’animus ludendi ad informare il comportamento nel molestatore.

Vi è chi dalla persecuzione altrui trae una vera e propria soddisfazione ed agisce con la consapevolezza e volontà di disturbare e intromettersi illegittimamente nella sfera privata altrui. Sono queste generalmente le ipotesi che spingono la vittima a sporgere denuncia, esasperata da un’insistenza che non accenna a scemare.

Talvolta, qualora ne sussistano i presupposti e vi sia, o via sia stato, tra il molestatore e il molestato un rapporto sentimentale, si può configurare il più grave reato di stalking, che, del resto, si caratterizza per la stessa estenuante insistenza, seppur accompagnata da un costante sentimento di paura e angoscia ingenerato nella vittima.

A porre in essere questo tipo di atteggiamenti è spesso qualcuno che nutre una vera e propria ossessione per un’altra persona, che trae giovamento anche solo dall’ascoltare la voce che risponde al telefono, senza avere alcuna conversazione, che sente di poter esser parte della vita dell’altro inviando messaggi continui o facendo continue telefonate.

Cyberstalking, le molestie via social network

Tutto ciò è reso oggi ancor più semplice dalla possibilità di celarsi gratuitamente dietro un pc, configurando quello che viene definito cyberstalking. Niente di più facile che tormentare qualcuno via chat, via email (anche massivamente), attraverso i social network. È semplice, gratuito, immediato ed assolutamente efficace.

Chi si dedica a tali attività è necessariamente qualcuno che ha del tempo libero, a volte si tratta di persone non adeguatamente inserite nel mondo del lavoro o nel contesto della società civile, che scelgono di celarsi dietro un telefono o dietro un computer.

Le vittime a volte sono le prime persone a non ritenere o percepire le comunicazioni assillanti via computer come delle molestie; stiamo ancora in fase di costruzione di una coscienza cibernetica che ci consenta di cogliere la commissione di un reato on line così come facciamo nel mondo reale, e di esser quindi pronti a denunciare tali comportamenti.

Molestatori VIP

Quando si parla di molestatori o di stalking e di casi celebri, non si può che far riferimento ai molestatori dei vip: quelle persone talmente ossessionate dai propri beniamini, da perseguitarli nel corso della giornata, chiamandoli, attendendoli davanti la porta di casa, seguendoli negli spostamenti.

Molti sono caduti in questa trappola causata dalla celebrità, che porta con sé inconvenienti ed oneri, oltre agli onori.

Hanno dovuto combattere le attenzioni moleste star del calibro di Madonna, che ha recentemente sorpreso il suo molestatore all’interno della sua abitazione londinese, Rihanna, Nicole Kidman, Richard Gere, e così via, per una lista che appare di smoderata lunghezza.

Ma non soltanto i nomi altisonanti delle star di oltreoceano sono state e continuano ad essere vittime di ammiratori molesti; anche in casa nostra è infatti molto semplice trovare casi di denunce effettuate da personaggi celebri che hanno provato sulla loro pelle cosa significhi esser vittima di una vera e propria ossessione.

È recentissima la notizia dell’arresto di un poliziotto della polizia postale, a quanto pare resosi responsabile di un vero e proprio atteggiamento da stalker nei confronti di numerose celebrità del bel paese. Tra le vittime sembra ci siano l’artista Guido lembo e il noto centravanti di squadre di primo piano, Fabio Quagliarella.

Quest’ultimo per lungo tempo ha sopportato telefonate e sms anonimi, sino a che, grazie alla denuncia presentata, è stato possibile risalire al poliziotto asseritamente colpevole di tali condotte.

Qualche volta viene da pensare che dietro a tali ossessioni non sempre ci sia una patologia ma, semplicemente, molto tempo libero.

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