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Carriera e Licenziamento del Militare per condanna penale

alcol test carriera forze armateLa denuncia o la condanna penale non pregiudicare automaticamente l’avanzamento di carriera militare o causare la destituzione, degradazione, congedo o peggio il licenziamento.

La questione trattata con questo articolo riguarda la condanna applicata ad un militare che, fuori servizio, causava un incidente stradale e risultava positivo all’alcol test.

A tal fine, per quanto riguarda l'avanzamento di carriera, sembra opportuno inquadrare la questione entro la cornice normativa di riferimento.

L’art 1051 del d.lgs. 66/10 (T.U. Ordinamento Militare), sotto la rubrica “impedimenti, sospensione ed esclusione” prescrive che non può inserirsi nell’aliquota di avanzamento: a) il militare rinviato a giudizio o ammesso ai riti alternativi per delitto non colposo; b) il militare sottoposto a procedimento disciplinare da cui possa derivare una sanzione di stato; c) il militare sospeso dall’impiego o dalle funzioni del grado, ovvero in aspettativa per un periodo superiore a 60 giorni.

Al militare deve essere, comunque data comunicazione della sospensione della valutazione e dei motivi che l’hanno determinata.

Risulta, inoltre, escluso dalla procedura di avanzamento o dalla possibilità di transitare da un ruolo all’altro, il militare inserito nei ruoli di esercizio permanente che venga condannato con sentenza definitiva a una pena noninferiore a due anni per delitto non colposo compiuto con comportamenti connotati da infedeltà alle istituzioni ovverolesivi del prestigio dell’amministrazione e dell’onore militare.

Al di fuori di quanto prescritto, la rimozione del grado può conseguire comunque a seguito di giudizio disciplinare per motivi disciplinari (art. 867 Ordinamento Militare).

Occorre quindi valutare se l’art 1051 Ordinamento Militare trovi applicazione anche per i reati contravvenzionali e se impedisca altresì le ipotesi di avanzamento di carriera e progressione al grado superiore.

Sul punto, una recentissima pronuncia del giudice amministrativo ha sancito, inaspettatamente, che i reati contravvenzionali (tra i quali la guida in stato di ebbrezza) non precludono automaticamente l’inserimento nell’aliquota di avanzamento.

I giudici rilevano, infatti, come reati contravvenzionali di questo tipo non hanno alcuna attinenza con il servizio e, quindi, con il senso di disciplina ed esemplarità del militare stesso.

Nella sostanza si afferma, dunque, che il reato contravvenzionale non debba essere trascritto a matricola – in caso di condanna – ove vi sia estraneità rispetto alla carica ricoperta e quindi agli incarichi affidati al militare.

Mentre, dunque, la Commissione Permanente di Avanzamento dei Sottoufficiali dell’Aeronautica militare aveva assunto il fatto come motivo sufficiente ad impedire l’avanzamento di grado del militare, questi ricorreva facendo leva sulla possibilità di cancellare il precedente dal foglio matricolare (tramite estinzione del reato per decorso del tempo di legge) e sottolineando la modesta rilevanza dell’episodio incapace di ledere il prestigio delle Forze Armate.  

Il ricorrente negava, inoltre,la violazione dei doveri legati al giuramento prestato e contestava che un singolo episodio fosse effettivamente idoneo a modificare in peggio la sua credibilità nella carriera militare.

In via del tutto inaspettata, i giudici gli davano ragione: il Tar escludeva che, infatti, un reato di tipo contravvenzionale potesse di per sé, e senza altri elementi, precludere l’avanzamento di grado nella carriera militare.

La giurisprudenza si era, peraltro, già orientata in tal senso: in un caso simile, in cui il ricorrente non si era “mostrato inadempiente in relazione ai doveri militari, non essendo mai venuto meno all’obiettivo del raggiungimento dei fini istituzionali del Corpo di appartenenza”, i giudici avevano deciso nel senso di consentirgli l’avanzamento di carriera.

Ciò, anche al fine di evitare una definitiva esclusionedi costui dalla possibilità di ottenere in futuro l’avanzamento in carriera, in quanto risulterebbe “evidente che per gli anni successivi non vi potranno essere circostanze sopravvenute che potranno indurre l’amministrazione a rivisitare il proprio giudizio”.

Avvocato Ricorso contro l'Esclusione dagli avanzamenti di carriera nelle forze armate


In conseguenza di una simili situazione, è certamento consigliabile rivolgersi al proprio Avvocato di Fiducia, meglio se legale del lavoro o amministrativista al fine di tutelare le proprie ragioni di avanzamento di carriera.


Alla luce di tali osservazioni, sembra potersi concludere che la condanna penale non rappresenta sempre un motivo ostativo all’avanzamento di carriera.

Il reato contravvenzionale non necessariamente rientra, infatti, tra le carenze di carattere comportamentale in grado di inficiare la carriera militare.

Occorre, infatti, verificare che la condotta illecita sia oggettivamente idonea a cagionare un danno al prestigio ed all’onore militare.

Ciò per l’intuitiva considerazione che, in alcuni casi, il comportamento, per quanto biasimabile, non risulta comunque sufficiente ad alterare le valutazioni positive espresse nei confronti dell’agente,ivi includendo quelle che più strettamente concernonoil prestigio della Forza Armata (senso della disciplina e della misura, spirito di servizio, diligenza, rigore, esemplarità ed affidabilità).

Cosa succede se un militare viene denunciato

Cosa diversa è la condanna per un delitto, come ad esempio l'appropriazione indebita, truffa ai danni dello stato, peculato, corruzione.

Se di norma infatti, la condanna pregiudica l’avanzamento di grado del militare, la valutazione va comunque svolta caso per caso tenendo in considerazione diversi profili: occorre, ad esempio, verificare se il reato sia un delitto ovvero una contravvenzione, in quanto, in tale seconda ipotesi, non vige l’automatismo fra la condanna e l’impossibilità di avanzare nella carriera.

Inoltre, deve saggiarsi la “credibilità” del singolo nella carriera militare, verificando se la condotta colpevole sia idonea a ledere il prestigio delle Forze Armate.

Infine, deve osservarsi se il comportamento del militare si sia posto concretamente in contrasto con gli obblighi assunti mediante il giuramento e, dunque, se vi sia stata una vera e propria inadempienza rispetto ai doveri militari.

In sostanza, se un militare viene denunciato ci si deve rivolgere ad un Avvocato per valutare tutti i dettagli del caso e stabilire una strategia di difesa.

Art. 622 Perdita dello stato di militare codice penale militare di pace

Quanto appena rappresentato in relazione al divieto di avanzamento di carriera del militare, è meno grave della destituzione, o perdita totale del proprio status di militare.

1. Lo stato di militare si perde esclusivamente:

a) per indegnità a seguito di degradazione, ai sensi degli articoli 28 del codice penale militare di pace e 31 del codice penale militare di guerra

b) per interdizione perpetua dai pubblici uffici, anche in base a sentenza penale straniera alla quale e' stato dato riconoscimento nello Stato;

c) per estinzione del rapporto di impiego ai sensi dell'articolo 32-quinquies del codice penale.

Tuttavia, con l’art. 9 della legge n. 19 del 1990 con cui, al fine di preservare il favor rei, è stato eliminato l’automatismo della rimozione in via amministrativa a seguito della condanna penale.

L’Art. 33 del Codice Penale Militare Pace

Infine, l’Art. 33 del Codice Penale Militare Pace si occupa di disciplinare le Pene militari accessorie conseguenti alla condanna per delitti preveduti dalla legge penale comune: “La condanna pronunciata contro militari in servizio alle armi o in congedo, per alcuno dei delitti preveduti dalla legge penale comune, oltre le pene accessorie comuni, importa: 1) la degradazione, se trattasi di condanna alla pena di morte (1) o alla pena dell’ergastolo, ovvero di condanna alla reclusione che, a norma della legge penale comune, importa la interdizione perpetua dai pubblici uffici; 2) la rimozione, se, fuori dei casi indicati nel numero 1, trattasi di delitto non colposo contro la personalità dello Stato, o di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 476 a 493, 530 a 537, 624, 628, 629, 630, 640, 643, 644 e 646 del codice penale, o di bancarotta fraudolenta; ovvero se il condannato, dopo scontata la pena, deve essere sottoposto a una misura di sicurezza detentiva diversa dal ricovero in una casa di cura o di custodia per infermità psichica, o alla libertà vigilata;”

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