“Diritto al bacio” a Roma: in cosa consisteva lo “ius osculi”
Che la società romana fosse di tipo patriarcale è cosa nota ai più, ma non tutti sanno che - tra le altre cose - alle donne romane era vietato…bere vino!
Era questo, lo “ius osculi”, un istituto romanistico che concedeva una particolare facoltà-diritto al marito (e ai suoi parenti più stretti) nei confronti della moglie che, se scoperta a bere, poteva essere persino condotta a morte.
Ma, perché tutto ciò aveva a che fare col “diritto di bacio”?
Il “diritto di bacio”
Il mistero è presto svelato: il diritto di bacio, riconosciuto al pater familias e ai parenti suoi prossimi congiunti, permetteva a questi ultimi di saggiare l’alito della donna, per capire se questa avesse consumato vino in precedenza.
Eh sì, perché il consumo di vino e alcolici, nell’antica Roma, era assolutamente precluso alle donne cosiddette “honestae”, cioè alle donne sposate, mentre era consentito alle “malfamate probrosae”, cioè alle attrici, alla ballerine e alle cameriere delle taverne.
Lo “ius osculi”, cioè il “diritto di bacio”, consentiva, dunque, al marito, il padre e il fratello, di baciare quotidianamente la donna sulla bocca per verificare l’eventuale assunzione di vino.
Un istituto apparentemente assurdo, inconcepibile ai giorni nostri, ma documentato da fonti attendibili; l'esercizio dello ius osculi, infatti, è attestato da storici come Plinio, Valerio Massimo e Aulo Gellio.
E, il consumo di vino era precluso alle donne romane da una legge regia, che lo storico Dionigi di Alicarnasso faceva risalire a Romolo.
Ma, perché era stata emanata tale legge?
La legge e le conseguenze
“Qualunque donna sia smodatamente avida di vino chiude la porta alla virtù e la apre ai vizi”, scriveva lo storico Valerio Massimo nel I sec. a.C.
Il motivo della legge che vietava alle donne romane di consumare vino e bevande alcoliche, quindi, era proprio questo: si riteneva che, bevendo, le donne potessero commettere adulterio, macchiarsi di reati o comunque comportarsi in modo disdicevole. Non solo: avrebbero potuto parlare troppo e svelare i segreti di famiglia!
Per questo, la matrona che veniva sorpresa a bere vino, o scoperta a causa dell’alito pesante, poteva essere ripudiata o uccisa dal marito.
E, infatti, la famosa legge regia, che lo storico Dionigi di Alicarnasso faceva risalire a Romolo, stabiliva che: “Il marito giudica con i parenti in questi casi: se la moglie ha commesso adulterio o se ha bevuto vino. In entrambi i casi, Romolo concede di punirla con la morte”.
Insomma, il “diritto di bacio” nell’antica Roma, a conti fatti, più che un gesto affettuoso era…una condanna!