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Cosa Fare quando il Giudice redarguisce l'Avvocato

istanza di rinvio modulo deposito tarRecentemente ho assistito ad una triste scena che non dovrebbe mai accadere in luogo di Giustizia, in cui il Giudice redarguisce illegittimamente l'Avvocato.

In sede di udienza al Tar, alla presenza di tutti, il Giudice Presidente richiama uno degli Avvocati presenti, sostenendo che era pervenuto un differimento di orario, che questo era stato comunicato solo ad un Avvocato (il richiedente), e che quest’ultimo avrebbe dovuto avvertire il collega per il dovere di colleganza.

Dopodichè il Giudice spiega come il Collega, il quale viene descritto con dovizia di particolari come Professore e ex titolare di una carica nell’Avvocatura, ha aspettato un’ora e mezza per l’udienza, ed abbia poi desistito abbandonando il Tribunale.

Per tre volte il Giudice richiama l’Avvocato per “la prossima volta”.

Dopo tale insistenza prende la parola il “richiamato” il quale rileva che:

  • Il suo collega non ha aspettato un’ora e mezza in quanto si dava atto della presenza del richiamato un’ora e venti dopo l’inizio dell’udienza, e l’ordine di chiamata dell’udienza trattata non era fra le primissime;
  • Che il collega non conoscesse il differimento dell’orario era una circostanza appresa in udienza in quanto lo stesso aveva ricevuto avviso telefonico dalla cancelleria, e si faceva legittimo affidamento sul principio di parità di trattamento dei due difensori;
  • Lo stesso aveva depositato il giorno dopo dell’avviso della fissazione dell’udienza, e dunque quasi venti giorni prima della stessa, un’istanza di differimento dell’orario a cui non si era mai ricevuta risposta scritta (né in senso affermativo, né in senso negativo)

Sul punto si noti che il Giudice ha mortificato il Collega ammonito in due modi: dichiarando apertamente che non ne era a conoscenza (sic!), e chiedendo al Cancelliere di verificare la veridicità (testuali parole) delle affermazioni dell’Avvocato. Con quest’ultima verifica, dovendone confermare la veridicità della circostanza, il funzionario cerca di togliere dall’imbarazzo il Giudice affermando che “sull’istanza però c’è scritto rinvio”;

Il giudice evidentemente non voleva ascoltare le difese dell’Avvocato, lo voleva solo redarguire, in quanto non ha mai ascoltato per più di dieci secondi, e interrompeva continuamente la conversazione.

Cosa Fare se il Giudice Polemizza: Comprensione, priorità, focus

Nei casi in cui ci si trova di fronte un Giudice che ha già deciso, con il proprio forte convincimento, ed in quel momento è parziale nonché polemico, e non garantista dei diritti della parte, prima di tutto occorre capire cosa ci sta dicendo con il "non detto" (primo passo: Comprensione del contesto).

Un consiglio utile potrebbe essere quello di stare in silenzio senza rispondere. Un giudice orientato nello spazio e nel tempo, ma soprattutto nell'ordinamento giuridico che governa tutti noi, SE vi sono i presupposti, passa immediatamente all'azione e riferisce l'accaduto per iscritto all'ente competente. Se non lo fa, c'è un motivo.

Successivamente, al termine dello SFOGO del giudice, ringraziare per l’intervento e richiamare l’attenzione sul tempo prezioso da dedicare all’udienza (Priorità: l'assistenza legale della parte ed i suoi interessi).

Se è vero che c'è un carico molto importante di cause sul ruolo, e considerato che molto spesso il giudice taglia le argomentazioni del difensore per questioni di tempo, allora sarà parimenti dovuto impiegare il massimo del tempo in maniera proficua ed utile all'interesse del ricorrente (Focus e concentrazione).

Non è consigliabile entrare in conflitto con il giudice, soprattutto prima dell'esercizio del diritto di difesa e dunque dell'esposizione orale delle proprie argomentazioni. 

Potere Disciplinare sugli Avvocati

A ben vedere, si ricorda che a mente dell’Art. 50 della Legge Professionale “Il potere disciplinare appartiene ai consigli distrettuali di disciplina forense.” (consiglio dell’ordine degli avvocati) e non alla magistratura, la quale se ritiene ci siano i presupposti potrà esercitare le proprie riserve redigendo apposito esposto rivolto al consiglio di disciplina dell’ente competente.

Al contrario spetta alla Magistratura, nonché al cancelliere funzionario dare risposta (sia essa affermativa che negativa) ad una legittima istanza del ricorrente. Il tribunale si pone quale ente terzo ed imparziale tra le parti. Il dovere di colleganza in alcun modo sostituiscono o integrano i doveri d’ufficio del tribunale.

Tale ultima circostanza renderebbe il sistema lacunoso e verrebbero meno le garanzie previste dalla legge.

Peraltro valorizzare le precedenti cariche rivestite da un Avvocato, enunciandone i titoli, rende ancor più palese l'obiettivo del Giudice. Si perchè se anche per assurdo avesse avuto ragione sarebbe di palesa evidenza che il principio di colleganza dovrebbe estendersi a tutti in colleghi in maniera uniforme e paritario, e non riservato ad una ristretta cerchia elitaria di professori ed ex titolati.

Prima di prendersi la briga di ammonire verbalmente una parte del processo sarebbe buona norma quantomeno conoscere il fascicolo, e non farne solo una questione di potere.

Mancata conoscenza e risposta all'Istanza di Rinvio dell'Udienza

(orario o giorno che sia)

La circostanza della mancata risposta ad una legittima istanza rappresenta la superficialità del Tribunale ad esaminare i fascicoli sottoposti, frusta i diritti delle parti ed aggrava il lavoro degli Avvocati.

Ancor più grave è che capiti ancora che il Tar non conosca i fascicoli prima dell’udienza stessa, nonostante la presenza del relatore e del collegio giudicante.

Peraltro tale esternazione palese l’ignoranza del modulo di deposito degli atti e documenti presso il Tar, il quale riporta solo “istanza di rinvio” e non anche “istanza di differimento orario”. Peraltro, a voler attenerci pedissequamente alla lingua italiana, l’istanza di rinvio può anche aver ad oggetto l’orario.

Evidentemente lo smaltimento dell’arretrato ancora non ha prodotto i suoi effetti, e siamo molto lontani da una giustizia efficiente e veloce, con buona pace dei criteri di sinteticità tanto richiesti negli atti scritti dagli Avvocati in ossequio ai principi di celerità della giustizia.

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