fbpx
  • Home
  • Blog
  • Corruzione a Roma, il Mondo di Mezzo tra Mafia e Politici

Corruzione a Roma, il Mondo di Mezzo tra Mafia e Politici

“Mondo di Mezzo”: l’operazione investigativa che ha tentato di far luce su corruzione e possibili infiltrazioni mafiose nell’aggiudicazione negli appalti pubblici di Roma Capitale.

Per diversi anni, l’operazione investigativa condotta dalla DIA Capitolina e denominata “Mondo di Mezzo”  ha indagato sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle procedure di aggiudicazione di grandi opere pubbliche a Roma.

Roma, grazie alla presenza importanti infrastrutture, centro nevralgico di istituzioni politiche ed amministrative e di numerosissime attività commerciali, diviene a tutti gli effetti il “polo d'attrazione delle organizzazioni criminali”.

Intorno a questo polo si sono raccolte, negli anni, organizzazioni che, secondo gli inquirenti, sarebbero del tutto assimilabili alle mafie classiche, decise a spartirsi affari milionari tramite vere e proprie alleanze e strategie pianificate. Fra queste organizzazioni anche famiglie un tempo nomadi, oggi stanziatesi nelle periferie romane ed in particolare sul litorale di Ostia.

La Procura di Roma si è dedicata per quasi sette anni alle attività di indagine con ben 16 gruppi di lavoro, dediti alla lotta della criminalità organizzata mediante la ricostruzione del sistema di corruzione messo in atto a Roma.

Il filone di indagine è poi confluito nel processo denominato “Mafia Capitale”, particolarmente noto nella cronaca giudiziaria che, negli ultimi anni, ha sollevato un enorme clamore mediatico.

Appalti e finanziamenti pubblici truccati a Roma

L’inchiesta condotta dalla DIA romana ha avuto oltre 100 indagati e verte principalmente sull’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici del Comune di Roma, vedendo coinvolti, accanto a gruppi criminali organizzati, anche esponenti imprenditoriali e politici della Capitale.

Il primo atto delle indagini è stato il provvedimento cautelare del 2 dicembre 2014, col quale è stato disposto l’arresto nei confronti di 37 persone (28 in carcere e 9 ai domiciliari) e con cui venivano autorizzate perquisizioni nei confronti di diversi soggetti, compreso l'ex sindaco di Roma.  

Secondo la ricostruzione offerta dagli inquirenti, nella Capitale, così come in altre aree del Lazio, una vera e propria associazione di stampo mafioso sarebbe stata creata al fine di ottenere l’assegnazione di appalti pubblici milionari, conducendo affari illeciti con imprenditori collusi e con la collaborazione di dirigenti amministrativi e politici.

Secondo tale ricostruzione, fra i vari reati commessi compaiono estorsione, corruzione, usura, riciclaggio e turbativa d’asta.

Nel giugno del 2015, scattano poi altri 44 arresti ed il filone investigativo si allarga, facendo luce su altri affari quale gestione dei migranti ed appalti per la costruzione di aree verdi e piste ciclabili.

Nel complesso investigativo, gli inquirenti ritengono che l’organizzazione criminale sia gestita da due uomini di spicco: fra loro, anche un ex terrorista di destra, ritenuto responsabile di  aver mantenuto rapporti “con gli esponenti delle altre organizzazioni criminali, con pezzi della politica e del mondo istituzionale, finanziario e con appartenenti alle forze dell'ordine e ai servizi segreti”.

Il ribaltamento del processo in Corte d'appello di Roma

A partire da novembre del 2015, nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, viene celebrato il processo che vede imputate 46 persone.

Dopo meno di due anni la Procura ha chiesto la condanna di tutti gli imputati.

Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 20 luglio 2017, ha accolto solo in parte le richieste di condanna avanzate dai PM, escludendo la condanna per associazione di stampo mafioso.

Si legge nella motivazione della sentenza che “deve quindi ribadirsi l’impossibilità di tenere conto – ai fini della configurazione del reato di cui all’art. 416 bis c.p. – di eventuali condotte qualificabili come ‘riserva di violenza’, condotte che possono riguardare soltanto le mafie ‘derivate’, le uniche in grado di beneficiare della intimidazione già praticata dalla struttura di derivazione”; al fine di configurarsi la fattispecie di cui all’art. 416 bis c.p., “non è sufficiente il ricorso sistematico alla corruzione ed è invece necessaria l’adozione del metodo mafioso, inteso come esercizio della forza della intimidazione”.

Di orientamento del tutto opposto è invece stata la Corte di Appello di Roma, che, con sentenza dell’11 settembre 2018 ha ritenuto sussistente l'associazione mafiosa, ribaltando così la sentenza di primo grado.

I giudici di appello hanno in sostanza riconosciuto in capo agli imputati i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso, l'aggravante mafiosa o il concorso esterno.

La pronuncia della Cassazione: esclusa definitivamente l’associazione mafiosa

A mettere fine alla vicenda processuale è infine la sentenza della Corte di Cassazione che, il 22 ottobre 2019, ha escluso definitivamente l’imputazione per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p.

Facendo propria la ricostruzione già effettuata dai giudici di primo grado, secondo la Suprema Corte, le condotte censurate sarebbero ascrivibili a due distinte associazioni a delinquere semplici, non di stampo mafioso.

Caduta l’imputazione per questo titolo di reato, spetterà dunque agli Avvocati Penalisti presso la Corte d’Appello riuscire a far determinare a favore degli imputati le pene da scontare.

 

Contatti

Riceviamo solo su appuntamento.

  Roma, via La Spezia 43

  Ariccia, Largo Savelli 14


  06 89346494 - 349 40 98 660
  Email
  • Pienamente soddisfatto del servizio, in particolare della competenza e della professionalità dell’avvocato Buccilli.
  • Lo studio legale mi ha permesso di risolvere i miei problemi nel minor tempo possibile efficienza e cuore nel lavoro che svolgono sono alla base di tutto e vi ringrazio ancora immensamente di tutto
  • Ho avuto modo di apprezzare e verificare la professionalità dell'avvocato Buccilli in diverse situazioni difficoltose. Quando nel 2021 decisi di vendere la mia casa per acquistarne una più grande, mi sono capitate numerose situazioni sventurate: iniziai comprando su carta un villino indipendente di 100 mq; l'agente immobiliare responsabile della vendita mi propose un ampliamento che si rivelò essere un abuso, abilmente orchestrato assieme al costruttore senza scrupoli - mancava di fatto la cubatura necessaria per la realizzazione dell'ampliamento; il costruttore andò lungo sulla data di consegna (oltre un anno di lavoro) creandomi problemi di alloggio e danni. In quel frangente conobbi Alessandro il quale riuscì a risolvere la situazione in mio favore. Dopo molte peripezie e con il morale a terra nel maggio 2023 comprai una villetta da ristrutturare; sembrava che le cose andassero finalmente per il verso giusto. Con mia amara sorpresa scoprii che la ditta incaricata della ristrutturazione invece della promessa squadra di operai inviava saltuariamente un paio di lavoratori extracomunitari che non parlavano italiano e che passavano il tempo a giocare al telefono. A nulla servirono le mie accese rimostranze nel confronti del direttore dei lavori - anche in quel caso Alessandro mi aiutò a uscire dal pantano. Verso giugno 2024 una nuova ditta e un nuovo direttore dei lavori ripresero il cantiere con la promessa di miracoli e la consegna fissata a dicembre 2024. Arrivati a gennaio 2025 con nemmeno il 50% dei lavori preventivati completato iniziai a rivivere la situazione sperimentata in precedenza - ritardi giustificati con le più incredibili fandonie, richieste di denaro a fronte di lavori non fatti e il rifiuto ostinato di fornire una data di consegna sostenibile - oltre alle ingiurie che il nuovo direttore dei lavori mi riversava contro durante quelle piazzate che costui osava definire "riunioni tecniche"; memore delle precedenti esperienze contattai prontamente Alessandro che attualmente sta tutelando i miei diritti; stiamo procedendo legalmente nei confronti dell'ultima ditta e del "direttore dei lavori"... . Ho deciso di riassumere questa odissea iniziata nel 2021 e ancora in essere oggi perché ci tengo a mettere in luce la professionalità con cui Alessandro mi ha tutelato e mi sta tutelando facendosi carico di situazioni davvero complesse, proponendomi strategie difensive che mi hanno difeso egregiamente, fornendomi consigli preziosi e orientati all'onestà intellettuale che solo un vero professionista del foro può dispensare. Consiglio vivamente a tutti quelli che stanno cercando un professionista integro e onesto di contattare Alessandro Buccilli, sicuramente farete la scelta migliore per tutelare i vostri interessi nei confronti dei numerosi (purtroppo) imbroglioni azzeccagarbugli di cui l'Italia è infestata.
x

 chiamaci 06 89346494 - 3494098660 | invia emailsegreteria@studiobuccilli.com | assistenza sediRoma - Ariccia

UN AVVOCATO IN TUA DIFESA

x

Compila il modulo per una valutazione gratuita. 

Riceviamo solo su appuntamento.

 


Roma, via La Spezia 43

 Ariccia, Largo Savelli 14

 

  06 89346494 - 349 40 98 660
segreteria@studiobuccilli.com
www.studiobuccilli.com