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Il fragile equilibrio tra tutela del Lavoratore e inadempimento contrattuale

Esiste sempre un limite ai comportamenti che il datore di lavoro e il lavoratore possono tenere, e molto spesso questo è estremamente fragile.

È vero, molto spesso accade che sia il lavoratore subordinato a trovarsi in una posizione di inferiorità e di soggezione rispetto a richieste e pretese talvolta anche assurde.

Ma è altrettanto vero che, storicamente, il nostro paese si è gradualmente diretto verso una strenua difesa del lavoratore che, molto probabilmente, non ha giovato a nessuna delle parti coinvolte.

Si è giunti ad un eccesso di tutele e garantismo nei confronti del posto fisso, che ha comportato addirittura l’impossibilità di un licenziamento per giusta causa in casi in cui il lavoratore veniva colto nell’atto di rubare materiale dell’azienda, in ragione del sempre pronto intervento dei sindacati.

Che il lavoro, e le modalità dello stesso, debbano essere adeguatamente tutelati, così come i diritti fondamentali riconosciuti e garantiti dalla Repubblica, è dato inconfutabile, per espressa previsione del nostro bellissimo testo costituzionale.

Tuttavia, c’è da chiedersi: quand’è che il “povero operaio” o impiegato dovrebbero pagare per le proprie inadempienze contrattuali?

Per lungo tempo la risposta a tale quesito è stata: mai.

Il "cattivo" datore di lavoro veniva visto non come colui che fortunatamente ci offre un’opportunità di guadagnarci da vivere, ma come il nemico da combattere, da “fregare” in qualche modo.

Forse mai come adesso, in tempi così difficili con il tasso di disoccupazione alle stelle, ci si rende conto di quanto lavoratore e datore di lavoro siano due facce della stessa medaglia, non potendo esistere l’uno senza l’altro, e allora si pagherebbe pur di avere qualcuno che ci dia modo di affermare noi stessi mediante il lavoro, non essendo più il datore di lavoro il cattivo da distruggere.

Con l'andare del tempo, e di una nuova coscienza sociale, ecco il fiorire di pronunce giurisprudenziali favorevoli al datore di lavoro, come nel caso del Licenziamento del lavoratore che abusa del mezzo aziendale.

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